Un catalizzatore per l’Obiettivo 5 di sviluppo sostenibile: a che punto siamo con generation equality?

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La parità di genere è inserita tra i principali obiettivi da tutte le principali istituzioni internazionali, come ONU e Unione Europea, e nazionali, basti pensare al fatto che la parità di genere è uno dei tre obiettivi trasversali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. IDEM nasce nel 2020 con la missione di dare un contributo effettivo alla riduzione delle diseguaglianze di genere nelle organizzazioni, attraverso l’IDEM Index, una metrica specifica, scientificamente validata, in grado di rappresentare il livello effettivo di gender equality.

Alcuni dati sulla parità di genere nel mondo del lavoro

A ormai metà del cammino verso l’Agenda 2030, risulta chiaro che lo sforzo globale per raggiungere molti dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile non sia stato sufficiente, e la minaccia di fallirne buona parte diventa sempre più concreta. Tra questi, l’Obiettivo 5 – Uguaglianza di genere è tra i più critici, con le ultime rilevazioni del World Economic Forum che segnalano come saranno necessari 131 anni per colmare il gap di genere nel mondo. Infatti, nonostante il forte impegno retorico, l’evidenza dei fatti mostra che bambine, ragazze e donne si trovano ancora in condizioni svantaggiate e vulnerabili rispetto alle controparti maschili, e shock esogeni come la crisi pandemica e i conflitti bellici, ed endogeni come leggi regressive, continuano ad esacerbare la disuguaglianza di genere.

 

Come sottolineato da Sima Bahous, Direttrice esecutiva di UN Women, per invertire la rotta è necessaria una decisa azione collettiva, che coinvolga l’intera società. Di fronte a questo quadro, nel 2021 è stato lanciato da UN Women a Città del Messico e a Parigi il Generation Equality Forum, uno dei principali sforzi mondiali per stimolare la volontà politica e accelerare gli investimenti e l’attuazione della parità di genere, incardinato su tre principi fondamentali: intersezionalità, cambiamento trasformazionale e leadership femminista. L’iniziativa consiste in un percorso di 5 anni, che si esaurisce nel 2026, e riunisce organizzazioni di ogni ambito della società – attraverso alleanze intergenerazionali e multistakeholder (tra cui governi, società civile, organizzazioni giovanili, movimento femminista, fondazioni filantropiche e settore privato) – per catalizzare i progressi, sostenere il cambiamento e intraprendere collettivamente azioni decisive per ottenere risultati concreti per donne e ragazze, con impegni finanziari per 40 miliardi di dollari. L’agenda d’azione è guidata dalle Coalizioni d’azione multistakeholder, che insieme hanno sviluppato un Piano di accelerazione globale, fondato su sei temi centrali, quali: violenza di genere; diritti e giustizia economica; autonomia corporea e salute e diritti sessuali e riproduttivi; azione femminista per la giustizia climatica; tecnologia e innovazione per la parità di genere; movimenti femministi e leadership.

 

Di recente è stato pubblicato il secondo rapporto di Generation Equality, che dimostra come il progetto stia assumendo sempre più un ruolo centrale nella sfida dell’Obiettivo 5, fornendo una piattaforma comune per affrontare le questioni-chiave della (dis)parità di genere. Dal report si evince che il Forum sta mobilitando nuovi finanziamenti e ottenendo importanti risultati attraverso azioni collettive su priorità condivise, con il 92% degli impegni di Generation Equality in linea con il completamento entro il 2026, mentre l’11% è già stato completato. Ciò che emerge dal rapporto è un discreto ottimismo circa quanto già raggiunto e quanto in fase di realizzazione: per quanto riguarda gli impegni della Coalizione d’Azione in 83 Paesi, il 10% è già stato completato, mentre il restante 90% è in corso di implementazione, e collettivamente, i responsabili degli impegni hanno segnalato l’attuazione di 849 politiche, 2.306 programmi di sviluppo e 3.649 iniziative di advocacy. Secondo i risultati dell’indagine, circa 8 impegni su 10 hanno portato a nuovi partenariati o rafforzato quelli esistenti e l’89% sostiene gruppi o comunità considerate emarginate nel loro contesto. Generation Equality, inoltre, sta incoraggiando nuovi approcci di finanziamento femminista, che portano a una maggiore collaborazione e che sono in linea con gli obiettivi core dell’iniziativa (intersezionalità, cambiamento trasformazionale e leadership femminista). Tuttavia, solo una parte degli impegni finanziari riportati è stata investita nelle organizzazioni della società civile (1,7 miliardi di dollari), nelle ragazze adolescenti (217 milioni di dollari) e nelle organizzazioni guidate dai giovani (11,7 milioni di dollari), che complessivamente rappresentano meno del 10% degli impegni finanziari totali garantiti. Per aumentare l’efficacia di Generation Equality si rende dunque necessario incrementare in modo significativo il sostegno a queste organizzazioni e promuovere una maggiore trasparenza dei resoconti da parte di tutti i responsabili degli impegni, specialmente per quanto riguarda gli impegni finanziari.

 

A supporto e integrazione del Report 2023, il Feminist Accountability Framework offre un ulteriore rapporto con il feedback di oltre 700 organizzazioni femministe indipendenti nei Paesi pilota in cui il Framework stesso è in fase di implementazione. Obiettivo del Framework è mettere al centro i gruppi di base e le comunità storicamente emarginate – in particolare le persone di colore, indigene e afrodiscendenti, le persone con disabilità, transgender e gender non-conforming – per identificare e tracciare le esigenze e le aree dove è necessario un impegno ulteriore. Si è valutata la pertinenza, la trasparenza e l’accessibilità degli impegni di Generation Equality, identificando anche le lacune tra le necessità e gli impegni presi, e determinando la misura in cui Generation Equality è allineato con le esigenze dei movimenti femministi a livello nazionale. Ciò che emerge da questo report indipendente è certamente la soddisfazione per gli sforzi intrapresi da Generation Equality, senza mancare di evidenziare la necessità di impegnarsi con le organizzazioni femministe regionali per allineare gli impegni alle esigenze locali, portando e adattando a una scala locale i macro-obiettivi, oltre al suggerimento di coinvolgere le comunità e i movimenti di base nelle decisioni sulla distribuzione dei fondi – un obiettivo condiviso da Generation Equality, che parla espressamente della necessità di “localizzare” gli impegni globali.

 

Sebbene siano di certo necessari ulteriori azioni condivise per accelerare il percorso di chiusura del divario di genere, Generation Equality si sta dimostrando un’esperienza virtuosa, che ha avuto il pregio di evidenziare il valore degli approcci in rete e inclusivi, del dialogo, della solidarietà intergenerazionale e dei partenariati per il cambiamento. Il rapporto 2023 mostra come investimenti continui, solidarietà, collaborazione e monitoraggio data-driven siano essenziali per realizzare gli obiettivi di Generation Equality, che ha dimostrato di essere un percorso-chiave per il progresso dell’uguaglianza di genere su scala globale, diventando un elemento cruciale nel progresso verso il raggiungimento dell’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 – e segnalando la necessità di proseguire partendo dalle basi di questa esperienza.

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