Gender Equality in Azienda – gli ultimi slanci normativi confermano la posizione avanguardista di IDEM

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In data 23 Dicembre 2021 è stata aperta la consultazione pubblica sulla Prassi di riferimento UNI per la certificazione della parità di genere, il cui documento, consultabile esclusivamente per fini informativi e per la formulazione di commenti, è reperibile nella pagina del dipartimento delle pari opportunità.

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Questo slancio normativo s’inserisce in (ed è voluto da) un disegno ben più vasto dapprima a livello transazionale, e a cascata Europeo e nazionale: le Nazioni Unite hanno indicato la Gender Equality come uno dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) per il 2030, e l’Unione Europea ha promosso uno Strategic Engagement sulla Gender Equality per il triennio 2016- 19 e una nuova Strategia per il quinquennio 2020-2025. È in questo quadro che il governo italiano, in totale armonia con le linee guida europee, a luglio 2021 ha pubblicato la Strategia Nazionale Per la Parità come strategia di riferimento per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Di particolare rilievo in quest’ultimo le linee guida per le iniziative di sistema della Missione 4: Istruzione e ricerca Componente 2: Dalla ricerca all’impresa che richiedono bilancio di genere e GEP (Gender Equality Plan). Quest’ultimo -in aggiunta- costituisce il requisito d’accesso ai fondi Horizon Europe stabilito dalla Commissione Europea.

Ma riportiamo il focus sul nostro documento datato 23 Dicembre: nella parte introduttiva viene condivisa la triste ma ormai nota situazione italiana riguardo il pieno raggiungimento della parità di genere: punti e criticità già toccate anche dalle nostre precedenti Newsletters, come il forte divario economico dovuto alla segregazione verticale e alla scarsa occupazione femminile causata dal maggior carico in attività domestiche e di cura. Inoltre, nonostante le donne siano più istruite continuano a percepire salari medi più bassi (in parte a causa della segregazione orizzontale, ma anche a parità di mansione).

Viene, dunque, espressa la necessità del riequilibrio di genere rimarcando le basi scientifiche per cui le aziende più inclusive siano in grado di creare un valore più elevato.

Che la presenza dei bias legati al genere sia molto costosa non solo per la società, ma per l’azienda stessa è il mantra corrente dei nostri articoli, ma viene anche sottolineato come rimuovere i bias sia estremamente difficile e che il primo passo in questa direzione sia il riconoscimento della loro stessa esistenza, grazie ad indicatori oggettivi di misurazione.  Viene suggerito l’utilizzo di un rigoroso iter di misurazione al fine di gestire i processi aziendali in forma più efficiente.

Per realizzare un vero cambiamento di paradigma -secondo il documento- è necessario che i principi di parità di genere e di rispetto delle diversità siano integrati negli obiettivi aziendali ed è quindi necessario per le organizzazioni dotarsi di adeguati strumenti attraverso i quali:

  • porre l’attenzione e fissare precisi obiettivi per ogni fase lavorativa delle donne all’interno delle organizzazioni;
  • misurare in modo chiaro e standardizzato i progressi realizzati;
  • certificare i risultati raggiunti seguendo processi qualificati e trasparenti.

Il documento suggerisce sei aree salienti di osservazione (Cultura e strategia, Governance, Processi HR, Opportunità di crescita in azienda neutrali per genere, Equità remunerativa per genere, Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro) ognuna ponderata con un peso, suddivisa in KPI da monitorare nel tempo. Il tutto tenendo conto della grandezza dell’impresa e del codice ATECO di appartenenza.

Sia dal punto di vista processuale, che sulle variabili di rilievo, le linee guida suggerite nel documento sono estremamente affini -in alcuni casi coincidenti- al modus operandi e alle dimensioni osservate dalla nostra startup. Il nostro modello di fatto -già a novembre 2020- era precursore di quanto si va delineando nell’anno 2022 e che entrerà in vigore ipoteticamente da gennaio 2023.

Riteniamo le informazioni condivise dalla consultazione pubblica estremamente positive per la nostra start-up in quanto, in primo luogo -confermando la robustezza del nostro modello- attestano come Idem S.r.l. sia estremamente preparata sugli argomenti in questa sede discussi. In seconda battuta, inoltre, ci attendiamo che lo scenario che si va delineando funga da forte acceleratore per raggiungere il nostro obiettivo principale: innescare quel percorso sistemico di cambiamento culturale nelle organizzazioni e nella Società tutta al fine di raggiungere una più equa parità di genere.

Una consultazione attenta del documento, delle aree oggetto di misurazione e dei rispettivi KPI, ci fa ritenere che la nostra Start Up sia estremamente competente e preparata anche per mettersi al servizio delle imprese e della collettività in funzione degli scenari che stanno emergendo con questi regolamenti. Tuttavia, abbiamo ancora bisogno di tempo per ottenerne una visione puntuale e completa, in quanto la normativa e le linee guida sono in via di definizione e, per questo, in costante evoluzione e perfezionamento.

Il prossimo passo sarà la chiusura della consultazione, programmata per il 22 gennaio, e ciò che è certo è che noi continueremo ad aggiornarci ed aggiornarvi.

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Autore: Filippo Damiani

Dottorando del 34° ciclo in “Lavoro, Sviluppo e Innovazione” presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e presso la Fondazione Marco Biagi, con la quale partecipa a diverse attività di terza missione. Nelle sue ricerche si interessa ai temi inerenti all’innovazione regionale e alle politiche europee dello sviluppo con particolare attenzione alla prospettiva di genere. È inserito in un programma di co-tutela nel Dottorato in “Ciencias sociales – igualdad de género” presso la “Universidad Pablo de Olavide” a Siviglia (Spagna).

Autrice: Chiara Tasselli

Dopo un anno di ricerca presso il Centro Analisi Politiche Pubbliche (Capp), attualmente frequenta il corso di Dottorato in Lavoro, Sviluppo e Innovazione. Il suo progetto si pone come macro-obiettivo lo studio verticale del capitale umano con un’attenzione particolare ai differenziali di genere e implicazioni sul mercato del lavoro. Trasversalmente ricopre il ruolo di esercitatrice e tutor di macroeconomia per corsi di laurea del dipartimento di Economia “Marco Biagi”.
Nel di Team di IDEM Lab esercita principalmente competenze econometriche, di analisi e interpretazione dei dati.

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