Legislazione e politiche di genere

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In occasione della Giornata internazionale della donna 2020, la Commissione europea ha presentato una nuova strategia per la parità di genere 2020-2025, ribadendo che l’Unione europea è impegnata a sostenere il principio della parità di genere in tutte le sue attività.

Secondo la Commissione, “malgrado l’Unione europea sia un leader globale nella parità di genere e abbia compiuto notevoli progressi negli ultimi decenni, la violenza e gli stereotipi di genere persistono: una donna su tre nell’Unione europea ha subito violenze fisiche e/o sessuali.

Le laureate superano numericamente i laureati, ma guadagnano in media il 16% in meno degli uomini; le donne rappresentano appena l’8% degli amministratori delegati nelle principali imprese europee”. Finora nessuno Stato membro dell’UE ha realizzato la parità tra donne e uomini.

Come evidenziato dalla Commissione, i progressi sono lenti e i divari di genere persistono nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni. Per colmare questi divari e per consentire all’Europa di sviluppare il suo pieno potenziale nelle imprese, nella politica e nella società, la strategia delinea una serie di azioni fondamentali, tra cui: porre fine alla violenza e agli stereotipi di genere; garantire una parità di partecipazione e di opportunità nel mercato del lavoro, compresa la parità retributiva; e conseguire un equilibrio di genere a livello decisionale e politico.

Le donne continuano a essere sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali e in politica. Secondo i dati diffusi, nelle principali imprese dell’UE, le donne rappresentano solo l’8% degli amministratori delegati. Complessivamente, secondo i dati dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), nel periodo compreso tra il 2005 e il 2019, l’indice sull’uguaglianza di genere dell’UE è migliorato di 5,4 punti.

I 67,4 punti per l’UE nel suo complesso (UE-28) e i punteggi medi dei singoli Paesi che vanno da 83,6 (Svezia) a 51,2 (Grecia) attesta come gli Stati prestino una diversa attenzione al raggiungimento degli obiettivi della parità e, al contempo, dimostrano come vi siano ancora ampi margini di miglioramento (l’Italia presenta il punteggio di 63). I sei domini chiave dell’indice sono potere, tempo, conoscenza, salute, denaro e lavoro. Il potere è il dominio che continua a registrare il punteggio più basso (51,9) nell’UE, anche se ha conosciuto i progressi più rapidi. Il tempo è l’unico dominio ad aver registrato un calo in più di 10 anni e ora è pari a 65,7. Ciò significa che le disuguaglianze di genere nel tempo dedicato ai lavori domestici e all’assistenza o alle attività sociali sono in aumento.

L’azione legislativa può aiutare a favorire la presenza delle donne nelle posizioni decisionali, può migliorare le opportunità di conciliazione tra lavoro e vita privata sul posto di lavoro, può integrare la dimensione di genere nella progettazione di politiche e misure normative rilevanti per rendere la parità tra donne e uomini una realtà entro e oltre i confini di ciascun Paese, in modo che tutti possano avere le stesse opportunità nella vita, indipendentemente dal genere.

Nel presente dossier sono raccolte le principali e più recenti misure legislative approvate dal Parlamento italiano con l’obiettivo di favorire le pari opportunità di genere. Si tratta di disposizioni in parte volte a riconoscere equiparazione dei diritti e maggiori tutele alle donne lavoratrici: in questa direzione vanno, in particolare, le disposizioni volte a favorire la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e il supporto alla genitorialità, le disposizioni per il contrasto delle cd. dimissioni in bianco, l’erogazione di servizi di cura dell’infanzia e di servizi per l’assistenza dei soggetti non autosufficienti e disabili.

Anche al fine di incentivare l’occupazione femminile sono stati attivati alcuni strumenti di sostegno finalizzati alla creazione e allo sviluppo di imprese a prevalente o totale partecipazione femminile. Con la ratifica della Convenzione di Istanbul, a partire dalla XVII legislatura, il Parlamento ha inoltre adottato una serie di misure volte a contrastare la violenza contro le donne, perseguendo tre obiettivi: prevenire i reati, punire i colpevoli e proteggere le vittime. Il legislatore ha, infine, posto particolare attenzione negli ultimi anni agli interventi volti a dare attuazione all’art. 51 della Costituzione, sulla parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive, incidendo sui sistemi elettorali presenti nei diversi livelli (nazionale, regionale, locale e al Parlamento europeo), nonché sulla promozione della partecipazione delle donne negli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati.

Anno: 2020

Fonte: Camera dei Deputati

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